Mi raccomando, stai attenta, non metterti mai controcorrente

Francesco Guccini è morto il 6 agosto di quest’anno. Aveva 86 anni. Ha raccontato nelle sue canzoni e nei suoi libri la nostalgia. Nostalgia di tempi passati, di ricordi, di persone, di oggetti, di luoghi, di amori, lo ha fatto con una grazia particolare, attenta alle sfumature, alla cultura, al mondo contadino.

In questa breve romanzo “Calde le pere! Storia di un fiume e di una integerrima fanciulla” pubblicato poco dopo la sua morte racconta la storia di una famiglia. Siamo in piena era fascista, nel 1935, è una caldissima estate bolognese, Fonso decide di portare l’intera famiglia sulle sponde del Reno. Con un carretto e faticosamente trascina la moglie Isolina e l’avvenente figlia Lisetta. L’autore assicura che la storia non nasce dalla sua penna, ma da un antico manoscritto ritrovato.  

Sulla spiaggia del fiume Reno la famiglia si gode il fresco, Lisetta prima si toglierà il reggiseno, in seguito i mutandoni. Quella fresca nudità la avvolge, la conquista, una languida pace, un dolce dormiveglia sarà interrotto dall’arrivo di un disturbatore, di Mario, che tenterà inutilmente un approccio con la ragazza.

Lisetta scoprirà, pochi giorni dopo, di aspettare un figlio. Molte le ipotesi, innanzitutto che la integerrima ragazza non fosse tale. Non rivelerò il finale.

Scrive Guccini: “L’altro fiume modenese è ambiguo. Il Secchia o la Secchia? Chi lo sa. Un po’ come un altro fiume, sacro alla Patria: il Piave o la Piave? Secondo i rapporti dei Comandi militari durante la Grande Guerra è femminile, La Piave, ma la famosa canzone di E.A. Mario non ha dubbi: “il Piave mormorava”. Primo esempio di fiume transgender”.

Anche Paolo Rumiz nel suo “Viaggio nei luoghi elle Grande Guerra” racconta di fiumi che cambiano sesso. “Il Piave ne fa le spese da allora. Si chiamava “la Piave”, ma nel 1918 il Vate delle retrovie, Gabriele D’Annunzio, decise che non poteva essere femmina. Maschio doveva diventare, per Dio, se aveva respinto il nemico dopo Caporetto. In Italia mille acque cambiarono sesso per imitare il Piave, in una patetica incoraggiata dal fascismo. La Brenta divenne il Brenta, la Livenza il Livenza.”

Poveri fiumi assaliti ingiustamente da impensabili orientamenti sessuali. Proprio da coloro che impallidiscono solo a sentire parlare di  LGBTQIA+.